venerdì 22 marzo 2013

Il Turco lungo la strada di Cipro



Correva il 1500 d.c. quando i Turchi, con il sultano Solimano il Magnifico, avevano raggiunto l’apogeo del loro impero. La minaccia di invasione turca era sentita in tutto il Mediterraneo e anche le coste italiche erano sotto il continuo assedio dei Musulmani. In quel periodo storico, Venezia, rappresentava la maggiore potenza navale Italiana e sconfiggere quest’ultima sarebbe stato il presupposto per la futura invasione della Penisola. Venezia era di fatto presente, nel Mediterraneo Orientale, a Candia e a Cipro e preservava tali territori con feudale consenso.

I turchi, i cui tentacoli erano limitrofi la popolazione Cipriota, sostenendosi con motivazioni di natura politico/religiosa, cominciarono ad attaccare questa popolazione nel 1571, la quale, dopo una gloriosa resistenza della guarnigione italiana cadde sconfitta e purtroppo soltanto a Lepanto, dopo migliaia di carneficine, la spada dell’Islam fu fermata grazie all’Intervento della flotta cristiana. (Non che le Crociate non abbiano fatto le medesime carneficine, intendiamoci).


Le ragioni dell’attacco di Cipro sono prevalentemente da ricercare nella consuetudine turca di impegnare i bottini di guerra per costruire Moschee appena un Sultano diveniva governatore di un popolo conquistato. Poiche’, di fatto, i soldi per tale opera pia non erano disponibili si decise che attaccando Cipro e utilizzandone il relativo bottino si sarebbe potuto porre rimedio a tale mancanza. E cosi’ fu…
Con un susseguirsi di eventi, dopo 40 giorni di battaglia la piccola Cipro con il suo avamposto italico soccombeva dinanzi l’impeto Turco. Immediatamente, fu saccheggiata e il relativo bottino fu destinato alla costruzione della Moschea.


Anno 2013 …La piccola isola e’ di nuovo sotto attacco e il temuto tiranno ha il nome di Euro. Oggi, la situazione economica di questo paese e’ devastata essendo necessari circa 17 miliardi di euro per evitare la bancarotta. Alle sue spalle, le forti pressioni della Bce che ritirera’ immediatamente le linee di assistenza creditizia emergenziale alla banche cipriote qualora non verra’ definito un piano efficace che eviti il default.

L’ipotesi balenata per la salvaguardia della situazione e’ il prelievo forzoso dai conti correnti ciprioti per circa 5.8 miliardi di euro prevedendo una tassazione del 6.75% sui depositi al di sotto dei 100.000 euro e del 9.9% su quelli al di sopra di tale soglia.

Ma Cipro resiste….accettando due rischi enormi che la sottoporrebbero a perdite ben piu’ gravi. La cancellazione dei depositi non garantiti (al di sotto dei 100.000 euro ) e il rischio di un’uscita del paese dall’euro che dovendo stampare nuovamente moneta si trovera’ dinanzi il baratro della svalutazione e iperinflazione.

Nel frattempo e con ogni arma a disposizione l’isola sta tentando di ottenere l’intervento della Russia per l’estensione del credito fatto due anni fa, tuttavia le trattative sono in stallo e i 10 miliardi che verrebbero dall’Europa son bloccati e subordinati al reperimento di quei sette restanti che dovrebbero pervenire dalla tassa sui depositi.

O bere o affogare…e nel frattempo la Storia che con l’invasione Turca a Nicosia conobbe un vero e proprio martirio si ferma per un secondo in equilibrio su un filo a guradare le sorti di un popolo…



Buon Week End a Tutti